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	<title>Avventure di carta</title>
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		<title>MONDI SOMMERSI la fumetteria a Lecce!</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 11:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Lecce]]></category>
		<category><![CDATA[MONDI SOMMERSI]]></category>
		<category><![CDATA[nedeljko bajalica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di fumeto]]></category>

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		<description><![CDATA[MONDI SOMMERSI FUMETTERIA presenta:
COMIC AUTHOR IN THE SPOTLIHT
Corso Creativo di Fumetto]]></description>
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			<p><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2012/04/scuolaNED.jpg" rel="lightbox[756]"><img class="alignnone size-full wp-image-762" title="scuola di fumetto MONDI SOMMERSI" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2012/04/scuolaNED.jpg" alt="" width="594" height="298" /></a><br />
&#8220;Per cominciare basta poco: un foglio di carta, una matita, un temperino &#8230; &#8220;.<br />
Will Eisner</p>
<p>MONDI SOMMERSI FUMETTERIA presenta:<br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>COMIC AUTHOR IN THE SPOTLIHT</strong></span><br />
Corso Creativo di Fumetto</p>
<p>Viale dell&#8217;Università 63/b &#8211; 73100 LECCE<br />
Tel. 0832.457852 &#8211; Cell. 320.5756309<br />
<a title="MONDISOMMERSI" href="http://www.mondisommersi.biz " target="_blank">www.mondisommersi.biz</a> - <a href="mailto:mondisommersi@mondisommersi.biz" target="_blank">mondisommersi@mondisommersi.biz</a><br />
<a title="mondi sommersi su FaceBook" href="http://www.facebook.com/mondisommersifumetteria" target="_blank">Mondi Sommersi &#8211; La Fumetteria a Lecce su FACEBOOK </a></p>
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		<title>COMIC AUTHOR IN THE SPOTLIGHT: Corso Creativo di Fumetto</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 17:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NED</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[COMIC AUTHOR IN THE SPOTLIGHT]]></category>
		<category><![CDATA[Corso Creativo di Fumetto]]></category>
		<category><![CDATA[MONDI SOMMERSI]]></category>
		<category><![CDATA[NED]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Voglio essere sincero: quando il mio amico Max mi ha accennato l&#8217;idea di voler organizzare un corso di fumetti, la mia prima reazione non è stata del tutto entusiasta. Troppi corsi e scuole di fumetto sparse per l&#8217;Italia (non che sia un male, per carità, se questo può essere d&#8217;aiuto alla diffusione del fumetto), [...]]]></description>
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			<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2012/04/MS_Locandina_corso2.jpg" rel="lightbox[742]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-745" title="MS_Locandina_corso" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2012/04/MS_Locandina_corso2-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p>Voglio essere sincero: quando il mio amico Max mi ha accennato l&#8217;idea di voler organizzare un corso di fumetti, la mia prima reazione non è stata del tutto entusiasta. Troppi corsi e scuole di fumetto sparse per l&#8217;Italia (non che sia un male, per carità, se questo può essere d&#8217;aiuto alla diffusione del fumetto), troppi soldi da investire per un lavoro bellissimo ma dal futuro incerto. Insomma non ero troppo convinto. Ma quando mi ha detto che la sua idea era fare qualcosa su come si diventa autori, sui meccanismi che innescano la creatività in ognuno di noi, allora ho visto la cosa da un altro punto di vista e ho colto l&#8217;occasione offertami da Max, per provare a trasmettere la mia passione a chi vorrà realmente conoscere i pro e i contro di questo magico mondo. Ma lascio a Max, il piacere di parlarvi di quest&#8217;iniziativa originale:</p>
<p>&#8220;<a href="http://www.facebook.com/mondisommersifumetteria">Mondi Sommersi</a>, la libreria specializzata in fumetti, è nata 10 anni fa.</p>
<p>In questi dieci anni ho avuto modo di conoscere tantissime persone, amici, collaboratori, colleghi. Veramente tanta, tanta gente. E tantissimi sono stati gli avventori in negozio.<br />
Spessissimo mi è capitato di dover dare il mio parere, mai professionale, come ho sempre sottolineato, ai lavori di ragazzi e ragazze che sognano di diventare fumettisti. <em>Un giorno</em>.<br />
Forte delle precedenti esperienze organizzative, dopo aver ospitato decine di fumettisti di ogni genere, ho pensato fosse il caso di soddisfare la sempre crescente domanda degli appassionati: <em>come si diventa autore di fumetti?</em></p>
<p>Ho pensato di organizzare un corso di fumetto, non canonico, qualcosa di diverso,<em>immediato</em> e <em>intuitivo</em>.<br />
E il mio ruolo si limita all&#8217;organizzazione. Per tenere il corso mi sono affidato a <a href="http://www.unmondomigliore.net/">Ned</a>, con cui ho avuto <a href="http://hulkspakk.blogspot.it/2008/05/la-crescita-artistico-culturale.html">precedenti collaborazioni</a> e che conosco ormai da una quindicina d&#8217;anni.<br />
Gli ho lasciato carta bianca sulla gestione del corso, perchè non si può fermare un artista del quale si condividono i mezzi e i risultati.<br />
E lui, Ned, ha tirato fuori il programma di <strong><em>Comic Author in the Spotlight: Corso Creativo di Fumetto</em></strong>.</p>
<p>Ned, fumettista italo-serbo, che negli anni ha prestato le sue matite a uno dei più grandi fumettisti di fama mondiale, Jacovitti, per il quale ha disegnato, inchiostrato e letterato i lavori, classe &#8217;75, è fumettista da 20 anni, cresciuto sotto gli insegnamenti di Jacovitti e Ivo Milazzo, ha pubblicato nel 2005 con Edizioni BD il suo primo graphic novel, &#8220;Ci Vediamo Domani&#8221;, in collaborazione con Paolo Crepet. Attualmente lavora contemporaneamente a una serie a fumetti e a un volume per il mercato francese, entrambi di prossima pubblicazione.</p>
<p><em><strong>Comic Author in the Spotlight: Corso Creativo di Fumetto</strong></em> si ripropone di dare a ogni allievo le basi su cui intraprendere la strada per diventare Autore di fumetti.<br />
L&#8217;obiettivo principale del corso è rendere capaci gli allievi di narrare le proprie storie attraverso le immagini. Ogni allievo verrà infatti introdotto a un rapido riepilogo del mezzo fumetto. Il bozzetto, la figura umana, la prospettiva, gli ambienti, il chiaroscuro e i cenni storici sull&#8217;origine e l&#8217;evoluzione del fumetto, saranno le basi tecniche e teoriche che apprenderanno per poi passare alla seconda parte del corso: l&#8217;ideazione e la realizzazione grafica di un fumetto.<br />
&#8220;Comic Author in the Spotlight: Corso Creativo di Fumetto&#8221; permetterà lo sviluppo delle doti d&#8217;istintività e intuitività necessarie per raggiungere l&#8217;obiettivo principale: essere un Autore completo.&#8221;</p>
<p><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2012/04/maz-strip.jpg" rel="lightbox[742]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-753" title="maz strip" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2012/04/maz-strip-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a></p>
<p><strong>Durata del corso:</strong><br />
24 lezioni complessive, 2 lezioni a settimana di 2 ore ciascuna, i martedì e i giovedì dei mesi di maggio, giugno e luglio (le date sono indicative e possono essere soggette a modifiche).<br />
L&#8217;iscrizione a Comic Author in the Spotlight è di euro 30.00, più un costo mensile 70,00 euro. L&#8217;iscrizione al corso prevederà, in regalo ad ogni allievo, un pratico kit per iniziare il percorso di autore di fumetto.</p>
<p>Per informazioni telefonare ai numeri 0832457852 &#8211; 3205756309 o mandare una mail a mondisommersi@mondisommersi.biz<br />
In alternativa recarsi direttamente in negozio presso Mondi Sommersi Viale dell&#8217;Università 63/b, a Lecce.</p>
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		<title>Al Davison: &#8220;A true artist!&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 15:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NED</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[Al Davison]]></category>
		<category><![CDATA[Avvenure di Carta]]></category>
		<category><![CDATA[NED]]></category>
		<category><![CDATA[Spiral Dreams]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa, insieme al mio amico Aleksandar “Sasa” Zograf, siamo andati alla fiera del libro di Belgrado per assistere all’incontro con l’autore di fumetti inglese Al Davison.  Avevo già sentito parlare di questo artista  dallo stile visionario e underground , ma conoscerlo personalmente è stata un’esperienza  diversa rispetto ai soliti e tradizionali incontri che [...]]]></description>
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			<p>Qualche giorno fa, insieme al mio amico Aleksandar “Sasa” Zograf, siamo andati alla fiera del libro di Belgrado per assistere all’incontro con l’autore di fumetti inglese Al Davison.  Avevo già sentito parlare di questo artista  dallo stile visionario e underground , ma conoscerlo personalmente è stata un’esperienza  diversa rispetto ai soliti e tradizionali incontri che ho avuto con altri artisti.</p>
<div id="attachment_713" class="wp-caption alignnone" style="width: 252px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/11/al.jpg" rel="lightbox[712]"><img class="size-medium wp-image-713" title="al" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/11/al-242x300.jpg" alt="" width="242" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Al Davison, un artista VERO</p></div>
<p>Davison, in circa mezz’ora, si è raccontato al pubblico con un’onestà  e un’ironia disarmante: “Sono nato con un grave problema al midollo spinale (spina bifida), tanto che i medici non mi davano grandi speranze di sopravvivere alla malattia. Per questo motivo fui posto in totale isolamento all’interno di un incubatore e venivo avvicinato unicamente dai medici muniti di maschera e guanti di gomma. Per tutto il periodo passato nell’incubatore, senza poter incontrare nessuno e senza poter giocare con altri bambini, avevo costantemente delle visioni, seguite da vari sogni che nel corso degli anni sono riuscito a ricordare e a raccontare nei miei fumetti” ricorda l’artista, costretto dalla malattia su una sedia a rotelle.</p>
<p>“Uscii dall’incubatore dopo due anni”, continua Al “Imparai presto a parlare e tenni vari discorsi sui sogni avuti durante il periodo passato nell’incubatore. A causa della mia malattia, ero sottoposto anche a continui interventi chirurgici, tanto che a soli otto anni il mio corpo vantava già venti operazioni.”</p>
<p>Una vita non facile quella del giovane Al, aggravata anche da un padre mentalmente instabile, come ricorda lo stesso artista: “Mio padre era convinto che fossi l’incarnazione del diavolo e per questo motivo cercò d’uccidermi diverse volte”.  Basterebbe conoscere Al Davison, guardare la dolcezza del suo viso per rendersi conto che non ha niente a che fare con esseri biforcuti. Anzi, dagli esseri malvagi presenti nel mondo reale, l’autore ha dovuto guardarsi diverse volte le spalle fin da ragazzino: “A undici anni, conobbi un cinese che mi insegnò tutto quello che sapeva  sul kung fu e questo mi tornò molto utile in quanto come disabile, spesso venivo attaccato dagli skinheads”.</p>
<div id="attachment_714" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/11/51T351PB7CL._SL500_AA300_.jpg" rel="lightbox[712]"><img class="size-full wp-image-714 " title="51T351PB7CL._SL500_AA300_" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/11/51T351PB7CL._SL500_AA300_.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Cover della graphic novel autobiografica SPIRAL DREAMS</p></div>
<p>Tutto questo è raccontato nel romanzo a fumetti, SPIRAL DREAM, al momento inedito in Italia. Pagina dopo pagina assistiamo a un susseguirsi di disegni e cambi di stile che rappresentano un perfetto biglietto da visita per entrare nella testa di Al e nel suo mondo fatto di sogni e visioni. Ma l’artista, contemporaneamente alla passione per il fumetto coltiva quella per il Kung fu, guadagnandosi la cintura nera e l’attenzione della vedova del mitico Bruce Lee, Linda Lee. La donna, vedendo le due passioni di Al, chiese all’artista di disegnare la biografia a fumetti del piccolo drago, dando così vita al libro THE ELUSIVE DRAGON.</p>
<div id="attachment_715" class="wp-caption alignnone" style="width: 235px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/11/al2.jpg" rel="lightbox[712]"><img class="size-medium wp-image-715" title="al2" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/11/al2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Aleksandar Zograf e Al Davison: due artisti underground a confronto.</p></div>
<p>Dopo aver condensato la sua vita in mezz’ora e risposto alle varie domande del pubblico, Al Davison si esibisce in una dimostrazione di Kung fu che lascia tutti increduli e stupefatti per passione e forza di volontà. Vedo quest’uomo alzarsi dalla sedia, reggersi sulle sue gambe e atterrare l&#8217;avversario con una determinazione che solo i grandi maestri hanno.</p>
<div id="attachment_716" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/11/al5.jpg" rel="lightbox[712]"><img class="size-medium wp-image-716" title="al5" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/11/al5-300x128.jpg" alt="" width="300" height="128" /></a><p class="wp-caption-text">Forza e determinazione: esibizione di Al Davison al Salone del libro di Belgrado.</p></div>
<p>E che Davison sia un grande l’hanno capito in molti: Da Alan Moore che considera il libro autobiografico di Al una vera gemma dicendo: “Questo libro dovrebbe essere presente in tutte le biblioteche di chi considera il fumetto una grande forma d’arte”, a Neil Gaiman che parla di Spiral Dreams come: ”Un’esperienza religiosa che ti apre gli occhi”. Dopo la dimostrazione, mi avvicino con Sasa (che nel libro dell’artista è citato nei ringraziamenti) ad Al e mi faccio autografare SPIRAL DREAMS.</p>
<p>Di ritorno a casa, iniziai a leggere la prefazione del libro, a opera del regista americano Mike Figgis che definisce Al Davison: “Un artista vero!”. Come non dare torto al regista di Via da Las Vegas. Quella sera, l’ho capito anch’io.</p>
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		<title>L&#8217;uomo dell&#8217;avventura! Conversazione con Sergio Bonelli</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 15:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NED</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[Avventure di carta]]></category>
		<category><![CDATA[L'uomo dell'avventura]]></category>
		<category><![CDATA[NED]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Bonelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Sergio Bonelli, mi concesse quest&#8217; intervista nel maggio del 2010, nel suo ufficio in Via Buonarroti a Milano. Fu un incontro molto piacevole e l&#8217;intervista, che definirei più una chiacchierata, fu l’occasione per conoscere meglio sia l’editore, che l’uomo che per oltre cinquant’anni ha condotto con vera passione il proprio lavoro. Prima d’incominciare l’intervista, feci [...]]]></description>
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			<p>Sergio Bonelli, mi concesse quest&#8217; intervista nel maggio del 2010, nel suo ufficio in Via Buonarroti a Milano. Fu un incontro molto piacevole e l&#8217;intervista, che definirei più una chiacchierata, fu l’occasione per conoscere meglio sia l’editore, che l’uomo che per oltre cinquant’anni ha condotto con vera passione il proprio lavoro. Prima d’incominciare l’intervista, feci omaggio a Sergio Bonelli di un disegno originale di uno dei più geniali fumettisti serbi, <a href="http://lambiek.net/artists/d/dobric_milorad.htm">Milorad Dobrić</a>, che ebbi la fortuna di conoscere e incontrare nel 1990 a Belgrado. E la casualità ha voluto che fossi proprio nella capitale serba, il giorno della sua scomparsa. Quindi, ho tirato fuori dal cassetto quest&#8217; intervista, per rendere omaggio a un grande editore e un grande personaggio del fumetto italiano. Ho volutamente fatto passare qualche giorno in modo da poterla pubblicare oggi, a un mese esatto dalla sua scomparsa. Non lo conoscevo molto e per lui ho lavorato “indirettamente” (inchiostrando il Cocco Bill di <a href="http://www.jacovitti.it/jacovitti/public/home.jsp">Jacovitti </a>edito dalla sua casa editrice nel 1997), ma da quel poco che abbiamo parlato e da quel tanto che ha fatto per il nostro fumetto, posso dire che era una persona davvero speciale.</p>
<p>Concludo dicendo due cose: la prima e che quest’intervista in origine avrei voluto realizzarla graficamente, come una storia a fumetti, ma per farlo avrei dovuto avere delle informazioni in più su Sergio Bonelli, e un’ora sola non fu sufficiente a ottenere quel che volevo.  La seconda è che ho condotto questa intervista come una chiacchierata, chiedendogli quello che più m’interessava sapere su alcuni personaggi o autori che hanno fatto la storia della sua gloriosa casa editrice. Buona Lettura.</p>
<div id="attachment_671" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/sergio-bonelli1.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="size-medium wp-image-671" title="sergio bonelli" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/sergio-bonelli1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;editore Sergio Bonelli</p></div>
<p>Ned Bajalica: Incomincio subito chiedendole se, dopo 50 anni nel mondo del fumetto, ha mai pensato di smettere, di dire: “Basta! Mollo tutto e via…”</p>
<p>Sergio Bonelli: <strong>Ci ho pensato più di una volta, sinceramente, e non solo ora ma già trent’anni fa. Ma poi per diversi motivi  non l’ho fatto, perché se da un lato c’è la voglia di lasciare, dall’altra c’è la curiosità che ti spinge a fare una nuova serie, a  provare una nuovo soggettista, un nuovo disegnatore … e poi c’è da considerare il fatto che senza far niente m’annoierei, non ho altri interessi (oltre quelli usuali come andare al cinema, a teatro, ecc…) come dire, professionali.</strong></p>
<p>NB: Ma comunque un pensiero l’ha fatto?</p>
<p>SB: <strong>Beh ultimamente ci ho pensato di più (ride…), perché comunque è diventato più pesante star dietro a tante testate.</strong></p>
<p>NB: Ha sempre le stesse emozioni quando ha tra le mani una nuova testata? Dal momento in cui l’approva, fino a quando non la vede in edicola, cosa prova dentro di se dopo tanti anni?</p>
<p>SB: <strong>L’emozione della prima volta si rinnova sempre. Perché ogni volta è una specie di sfida che ti fa capire se hai ancora un contatto col pubblico, se sei ancora in grado di capirlo. Ma c’è anche il dubbio nel momento in cui intervieni per modificare la serie proposta, magari per meglio adattarla alle esigenze del pubblico. Sinceramente, ora sono più insicuro e quindi mi baso molto sul parere delle persone che lavorano con me.</strong></p>
<p>NB: Presumo che le capiti spesso di parlare di fumetti anche al di fuori dell’ambito lavorativo, ad esempio con qualche amico o collega. Ne ha piene le scatole? O lo fa con lo stesso entusiasmo?</p>
<p>SB: <strong>Mi piace molto parlare con chi è esperto, con chi li conosce e li ama come li amo io. Poi quando l’amicizia coincide con la professionalità è ancora meglio. Del resto molti dei miei amici sono gli stessi sceneggiatori e disegnatori con cui lavoro.</strong></p>
<p>NB: Quali sono le storie a fumetti , oltre alle sue naturalmente, che l’anno emozionata di più e che la emozionano tutt’oggi? Per intenderci, quelle che porterebbe con se ovunque&#8230;</p>
<p>SB: <strong>Adoro molto le storie di Topolino realizzate da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Floyd_Gottfredson">Floyd Gottfredson</a>, perché erano storie avventurose, ricche di suspence, azione e mistero (cita le raccolte che circa un anno fa erano rieditate in allegato al corriere della sera). Oggi  leggi Topolino e ti aspetti di trovare la battuta pronta e invece quelle storie di Gottfredson potevi leggerle con la sessa facilità di un battuta, con la stessa passione di un’avventura e con la stessa emozione di un mistero.</strong></p>
<div id="attachment_672" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/topolino.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="size-medium wp-image-672" title="topolino" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/topolino-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a><p class="wp-caption-text">Una delle avventure di Topolino realizzate da Goetfredson nel 1933</p></div>
<p><strong>Poi… so di fare discorsi da vecchio, ma io rileggo <span style="color: #000000;">spesso</span> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uomo_mascherato">L&#8217;UOMO MASCHERATO</a> (The Phantom,Usa 1936), so a memoria La regina Loana di <a href="http://comicsando.wordpress.com/epoca-doro/cino-e-franco/">CINO E FRANCO</a> (Tim Tyler&#8217;s luck, Usa 1928), ripeto sono manie da vecchiotti lo so… Poi mi rileggo continuamente<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mandrake_the_Magician"> MANDRAKE</a> (Mandrake the Magician, Usa 1934). E’ buffo che tu me lo chieda perché proprio l’altro giorno, un ragazzo mi ha regalato Il Mostro del passo Tanof, un albo di Mandrake che a me piace tantissimo.</strong></p>
<div id="attachment_673" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/cino-e-franco.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="size-medium wp-image-673" title="cino e franco" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/cino-e-franco-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a><p class="wp-caption-text">La Regina Loana, una delle avventure di Cino e Franco più amate da Sergio Bonelli</p></div>
<p>NB: E un artista che le piaceva particolarmente?</p>
<p>SB: <strong>Mi piacevano molto <span style="color: #000000;"><span style="color: #800080;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Burne_Hogarth"><span style="color: #800080;">Burne Hogarth</span></a></span>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hal_Foster_%28fumettista%29">Hal Foster</a></span> (anche se un po’ meno di Hogarth), poi <a href="http://lambiek.net/artists/c/caniff.htm">Milton Canif</a> (che rappresentò una vera rivoluzione), <a href="http://www.comicartclub.com/autori/raymond/raymond.htm">Alex Raymond</a>, ecc&#8230; E’ evidente che io sia più legato al disegno classico e realistico, meno al  fumetto di tipo grottesco come il Dick Tracy di <a href="http://lambiek.net/artists/g/gould.htm">Chester Gould</a>. Poi mi piace tantissimo <a href="http://morenoburattini.blogspot.com/2010/10/un-americano-per-tex.html">Giovanni Ticci</a>, per citare qualcuno della mia squadra.</strong></p>
<p>NB: E qualche nuova leva? Ad esempio escono molte graphic novel. Ne legge qualcuna?</p>
<p>SB: <strong>Si, le leggo, ma a dire la verità senza entusiasmo, in quanto i disegni richiedono una certa complicità a cui non sono abituato. A volte i disegni sono solo abbozzati, forse perché per gli autori è molto più importante la storia mentre io, per motivi generazionali, sono più legato ai disegni.</strong></p>
<p>NB: Anni fa, conobbi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aurelio_Galleppini">Aurelio Galleppini </a>(Galep) a Chiavari… Per me rimane l’unico vero erede italiano di Alex Raymond…</p>
<p>SB: <strong>Eh, si! In effetti se non gli avessimo messo tanta fretta per Tex, avrebbe dato dei risultati superiori, ma alla fine non  ne aveva bisogno, perché già con Occhio Cupo e ancor prima con le storie per Nerbini, aveva dimostrato il suo grande talento.</strong></p>
<div id="attachment_674" class="wp-caption alignnone" style="width: 261px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/Galep-Pulcino.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="size-medium wp-image-674" title="Galep Pulcino" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/Galep-Pulcino-251x300.jpg" alt="" width="251" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Uno dei tanti personaggi creati da Galleppini prima di arrivare al grande successo con Tex.</p></div>
<p>NB: Lo ricordo come una persona generosissima. Mi regalò qualche suo disegno, alcuni albi e soprattutto mi fece vedere tutti i disegni originali per le bellissime copertine di Tex…</p>
<p>SB: <strong>E lui conservava tutti i suoi disegni tanto che è difficilissimo vederli.  Se ne trovi qualcuno in vendita in qualche fiera, vuol dire che l’hanno rubato a me, in tipografia.</strong></p>
<p>NB: Mi divertivano molto i suoi editoriali che scriveva per gli albi di Tex (la posta dei lettori). Quando avvenne la scomparsa di Galep, lei ricordò di quando lui giovane, venne a Milano a lavorare per la casa editrice che al tempo era gestita da sua mamma Tea Bonelli. Lei era un ragazzo, immagino…</p>
<p>SB: <strong>Beh, era circa il 1948 (anno in cui nacque Tex), io avrò avuto 16 anni e lui 26 o giù di li…</strong></p>
<p>NB: Lei ricordava di vederlo sempre chino sul tavolo di lavoro, mentre lavorava a Occhio Cupo, che era ritenuto personaggio di punta della casa editrice, e nel tempo rimanente a Tex. Che ricordo ha di questo grande artista che lavorava giorno e notte…</p>
<p>SB: <strong>Bisogna tener conto che tutta quella generazione di artisti usciva da poco dalla guerra e doveva lavorare sodo per potersi comprare i generi di prima necessità, o che ne so un cappotto, una bicicletta o per potersi sposare… Quindi tutta quella generazione lavorava duro e tanto.</strong> <strong>Aurelio, da principio viveva in casa mia e quindi diventammo ottimi amici. Poi andò ad abitare con un amico di mio zio che faceva il lettering per noi. Al tempo, il lavoro del letterista era strano perché la gente non sapeva come veniva effettuato, se a mano o con i timbri, non come oggi… Con Aurelio, spesso mangiavamo insieme, andavamo in giro insieme e lui, lavorando tanto ed essendo legato alla sua famiglia, sgobbava per portarla tutta qui dalla Sardegna…</strong></p>
<p>NB: Mi colpirono molto i suoi modellini che lui usava costruirsi come aiuto per i disegni.</p>
<div id="attachment_675" class="wp-caption alignnone" style="width: 226px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/galep.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="size-medium wp-image-675" title="galep" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/galep-216x300.jpg" alt="" width="216" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Galleppini nel suo studio a Chiavari. Sullo sfondo tutti i modelli in scala reale, da lui meticolosamente ricostruiti.</p></div>
<p>SB: <strong>Si lui se li costruiva tutti. E costruì anche un grande plastico che rappresentava un paesaggio con i treni elettrici che lo attraversavano.</strong></p>
<p>NB: Lei per Galleppini realizzò due storie di Tex che mi colpirono particolarmente: una, EL MUERTO, segnò la mia adolescenza fumettistica.  Ma l’altra fu davvero grandiosa: Il SEGNO DI CRUZADO.</p>
<p>SB: <strong>Quella dei ragazzi indiani?</strong></p>
<p>NB: Si! Una storia davvero forte perché, quando la leggi non  sai da che parte stare,  sei diviso a metà e non riesci a prendere una posizione. Si è del tutto neutrali.</p>
<p>SB: <strong>Io scrivevo nei tempi morti, quando il lavoro d’ufficio me lo permetteva.  Forse per una questione d’imbarazzo, non sapevo se esaltare la conquista o la resistenza degli indiani. Però ho sempre preferito il western crepuscolare, perché già ti fa capire quali saranno i vinti e i vincitori e personalmente sono più dalla parte dei vinti, di quelli che devono sopravvivere. Mio padre, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gian_Luigi_Bonelli">Gianluigi Bonelli</a>, ad esempio  aveva un carattere totalmente diverso dal mio, a lui piaceva la conquista, lo affascinava che ci fosse un vincitore alla fine di ogni storia. Io invece, per diversità di carattere, sono sempre stato più affascinato dalla tragedia di questo popolo, che vive i suoi ultimi anni con la consapevolezza di essere destinato a scomparire.</strong></p>
<p>NB: Infatti colpisce più IL SEGNO DI CRUZADO rispetto a un&#8217;altra grande storia di Tex, SANGUE NAVAJO scritta da suo padre Gianluigi. Uno legge la storia di Cruzado ed è portato a stare dalla parte degli indiani, poi si vede quel gruppo d’indigeni impazzito seminare morte e dentro il lettore e come se si scatenasse una crisi di  coscienza. E’ davvero un capolavoro, una delle mie storie preferite e una delle più belle di Tex in assoluto, perché ti lascia l’amaro in bocca…</p>
<div id="attachment_676" class="wp-caption alignnone" style="width: 238px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/tex_nr0243.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="size-medium wp-image-676" title="tex_nr0243" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/tex_nr0243-228x300.jpg" alt="" width="228" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Il Segno di Cruzado&quot; il capolavoro scritto da Sergio Bonelli e disegnato da Galep, in cui viene affrontato lo scottante tema della ribellione indiana.</p></div>
<p>SB: <strong>Infatti! E facevo fatica, così come molti altri) a continuare Tex proprio per questo motivo.</strong> <strong>Mio padre invece non aveva dubbi da che parte stare.  A parte la bella intuizione di quando Tex sposa Lilith, la giovane indiana navajo,  che rappresentò una svolta importante tanto da precedere anche un film come L&#8217;AMANTE INDIANA (Broken Arrow, Usa 1950) di Delmer Daves. Lui amava dire che erano i personaggi che agivano da soli e che gli trasmettevano le varie sensazioni da inserire nella storia. Dal canto mio io non avevo la sicurezza di essere bravo, mentre lui, da grande professionista qual’era, si.</strong></p>
<p>NB: Parlando di Tex, l’eroe doveva inizialmente chiamarsi TEX KILLER. Galleppini mi disse che fu lui a consigliare suo papà a cambiare KILLER in WILLER. Come andarono realmente le cose?</p>
<p>SB: <strong>Premetto che mio padre era un sostenitore della forza fisica e della violenza. Lui amava leggere i romanzi gialli ben prima della guerra, autori del calibro di Edgar Wallace, S. S. Van Dine, Mickey Spillane, Peter Cheyney, perché erano quei romanzi in cui era presente una certa dose di violenza. E da li che lui prese, forse, quel linguaggio che poi usò per Tex, un linguaggio duro e asciutto tanto che il ranger non piaceva inizialmente ai ragazzini. Poi lui conosceva bene l’inglese, l’aveva imparato da autodidatta (aveva tradotto anche dei romanzi di Jack London) e quindi gli venne naturale chiamarlo KILLER, che era una parola della quale, nel 1948, nessuno conosceva il significato. La casa editrice al tempo veniva gestita da mia madre Tea che non sapeva una parola d’inglese (come io del resto) e qualcuno, ma non si sa bene chi, le ha fatto notare il significato della parola Killer. E lei optò per cambiarlo.</strong></p>
<div id="attachment_677" class="wp-caption alignnone" style="width: 208px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/COLECCI%C3%93+.CAIM%C3%81N+N+372+MICKEY+SPILLANE+YOGANGSTER+1966.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="size-medium wp-image-677" title="COLECCIÓ+.CAIMÁN+N+372,+MICKEY+SPILLANE,+YO,GANGSTER,+1966" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/COLECCI%C3%93+.CAIM%C3%81N+N+372+MICKEY+SPILLANE+YOGANGSTER+1966-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Una vecchia edizione di un romanzo di Mickey Spillane.</p></div>
<p>NB: E fu Galleppini  a suggerire KILLER?</p>
<p>SB: <strong>È un mistero. Ci sono cose che si sono perse nella memoria. È come il logo di Tex. Mia madre dice che è stata lei a idearlo (il che potrebbe essere vero). Mio padre dice che è stato lui, ce chi dice che è stato quell’altro…  Io di certo non sono stato (ride).</strong></p>
<div id="attachment_701" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/tea.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="size-medium wp-image-701 " title="tea" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/tea-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a><p class="wp-caption-text">A sinistra un ritratto di Tea Bonelli, mamma di Sergio. A destra l&#39;editore con il papà Gianluigi in visita negli Stati Uniti d&#39;America.</p></div>
<p>NB: Parliamo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Un_uomo_un%27avventura">UN UOMO UN AVVENTURA</a>, una delle collane del fumetto italiano più belle di sempre. Penso ad albi come L’UOMO DI IWO JIMA di <a href="http://www.ubcfumetti.com/data/dantonio.htm">Gino D’antonio</a>, L’UOMO DI TSUSHIMA di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bonvi">Bonvi</a>, L’UOMO DELLE FILIPPINE di <a href="http://www.ubcfumetti.com/data/milazzo.htm">Ivo Milazzo</a>, ecc… io poi ne ho amato uno particolarmente, L&#8217;UOMO DI CHICAGO di  <a href="http://www.ubcfumetti.com/data/alessandrini.htm">Giancarlo Alessandrini</a>… Qual è il suo preferito? Quello a cui è più legato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/luomo-di-chicago1.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="alignnone size-medium wp-image-682" title="l'uomo di chicago" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/luomo-di-chicago1-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /></a><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/uomo-dello-zululand1.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="alignnone size-full wp-image-681" title="uomo dello zululand" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/uomo-dello-zululand1.jpg" alt="" width="194" height="260" /></a></p>
<p>SB: <strong>Io son</strong><strong>o un grande appassionato di guerre coloniali e pertanto ho amato molto L’UOMO DELLO ZULULAND, che Gino D’Antonio fece su mia esplicita richiesta. Ho centinaia di libri sulle guerre coloniali e avendo questa passione mi sono piaciuti molto anche L’UOMO DEL NILO di <a href="http://www.ubcfumetti.com/data/toppi.htm">Sergio Toppi</a>, e L’UOMO DELLA LEGIONE di <a href="http://www.fumetti.org/autori/battagl.htm">Dino Battaglia</a>. D’altronde tutta la collana è stata realizzata per compiacere me, le mie tematiche preferite, come le guerre coloniali appunto, ma anche i gangsters degli anni 30, ecc… UN UOMO UN’AVVENTURA è nata per puro divertimento e per lavorare con quei disegnatori con cui non potevo lavorare al tempo perché impegnati per il mercato inglese, che pagava parcelle che io non avrei mai potuto permettermi a quei tempi. Ma tramite l’agenzia di Roy D’Ami, riuscì ad avere molti di questi meravigliosi artisti, che si prestarono volentieri a questo piccolo gioco. Quindi ecco il bellissimo albo che realizzò <a href="http://www.fumetti.org/autori/micheluz.htm">Attilio Micheluzzi</a>, L’UOMO DEL TANGANIKA e poi ci sono quelli realizzati da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hugo_Pratt">Hugo Pratt</a>. Sapendo della sua passione per  i cangaceiros gli proposi una storia simile e nacque L’UOMO DELLA SOMALIA. Poi realizzò anche L’UOMO DEL GRANDE NORD e L’UOMO DEI CARAIBI. Anni dopo, per farmi dispetto, disegnò CATO ZULU&#8217; per la Rizzoli. Era da tempo che gli chiedevo una storia di quel genere, ma a lui piaceva parecchio scherzare con me, stuzzicarmi. Spesso veniva in redazione, andavamo al cinema, passavamo intere serate a parlare di viaggi, lui era molto più esperto delle isole del pacifico, mentre io ero più per l’Africa e l’Amazzonia.</strong></p>
<p><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/uomo_avve_cempim_28.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="alignnone size-medium wp-image-687" title="uomo_avve_cempim_28" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/uomo_avve_cempim_28-223x300.jpg" alt="" width="223" height="300" /></a><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/364x364_380.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="alignnone size-medium wp-image-684" title="364x364_380" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/364x364_380-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>NB: Parliamo un pò di cinema. L’ultimo film per cui ha provato una grande emozione?</p>
<p>SB: <strong>Ultimamente vado poco al cinema, perché i film che fanno ora non mi entusiasmano. Giudico un film che mi piace, in base a quante volte lo rivedo in un anno. Amo i film di guerra, quindi conosco a memoria ORIZZONTI DI GLORIA (Paths of Glory, Usa, 1957) di Stanley Kubrik, poi tra i western amo NESSUNA PIETA&#8217; PER ULZANA (Ulzanas Rai, Usa 1972) di Robert Aldrich e LA NOTTE DELL&#8217;AGGUATO (The Stalking Moon, Usa 1969) di Robert Mulligan .</strong></p>
<div id="attachment_688" class="wp-caption alignnone" style="width: 174px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/notte_dellagguato.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="size-medium wp-image-688" title="notte_dellagguato" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/notte_dellagguato-164x300.jpg" alt="" width="164" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">LA NOTTE DELL&#39;AGGUATO di Robert Mulligan, uno dei western preferiti da Bonelli.</p></div>
<p>NB: E il suo western preferito? Il mio (che poi è anche in assoluto il mio film preferito) è UN DOLLARO D&#8217;ONORE (Rio Bravo, Usa 1958) di Howard Hawks.</p>
<p>SB: <strong>Invece a me non piace tanto, perché non amo l’ambientazione urbana e preferisco i grandi spazi e credo si capisca dai fumetti che facciamo. Infatti non credo di aver mai scritto delle storie d’ambientazione urbana e  di questo, molti disegnatori che hanno lavorato con me, mi hanno sempre ringraziato.</strong></p>
<p>NB: E L’UOMO CHE UCCISE LIBERTY VALANCE (The Man Who Shot Liberty Valance, Usa 1962) di John Ford? Questo meraviglioso triangolo d’amore…</p>
<p>SB: <strong>Beh, quello si, quando mi capita lo rivedo volentieri, ma ti dirò che non sono mai stato un grande ammiratore di Ford (al contrario di mio padre che era un fordiano convinto), a eccezione di SENTIERI SELVAGGI (The Searchers, Usa 1956) perché in quel film c’è proprio il senso dello spazio, del cambiamento delle stagioni. E’ un film davvero bello.</strong></p>
<p>NB: E tra gli ultimi western? Penso a un film bellissimo di e con Kevin Kostner, TERRA DI CONFINE (Open Range, Usa 2003).</p>
<div id="attachment_695" class="wp-caption alignnone" style="width: 220px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/terradiconfine.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="size-medium wp-image-695" title="terradiconfine" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/terradiconfine-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">TERRA DI CONFINE secondo western diretto da Kevin Costner.</p></div>
<p>SB: <strong>Quello m’è piaciuto molto. Soprattutto la sparatoria finale, molto veritiera, infatti fa vedere come si sparavano a distanza ravvicinata senza riuscire a centrare il bersaglio, cosa che invece avveniva, ingenuamente, nei vecchi film.</strong></p>
<p>NB: Torniamo ai fumetti. Ci sono artisti “bonelliani” come Galep, Giovanni Ticci,<a href="http://www.komix.it/page.php?idArt=4165"> Roberto Diso</a> che godono di giusta fama. Altri che rischiano di cadere nel dimenticatoio. Penso a un artista che io amavo moltissimo, e che ha lavorato quasi esclusivamente per lei: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Monti_%28fumettista%29">Vincenzo Monti</a>.</p>
<p>SB: <strong>Certo. Inizio col dire che Vincenzo era un uomo modestissimo. Prima di lavorare per me, lavorava in una tipografia e faceva dei lavori davvero pesanti tanto che, quando mi presentò i suoi primi disegni, e ti parlo di tantissimi anni fa (non eravamo nemmeno in questa sede), io temevo che non avrebbe mai imparato, proprio perché quel tipo di lavoro implicava un massiccio uso delle mani. Ma lo incoraggiai molto e lo &#8220;prestai&#8221; a un mio amico editore, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Renzo_Barbieri">Renzo Barbieri</a>, che si occupava di pubblicazioni erotiche. Lui, nel frattempo, continuava a farmi vedere i suoi disegni e col passare del tempo migliorò parecchio soprattutto quando prese a modello Ticci. Credo che per lui fu la giusta strada da seguire per arrivare a un suo stile.</strong></p>
<div id="attachment_689" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/vincenzo-monti.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="size-medium wp-image-689 " title="vincenzo monti" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/vincenzo-monti-300x137.jpg" alt="" width="300" height="137" /></a><p class="wp-caption-text">Una bella vignetta di Vincenzo Monti</p></div>
<p>NB: in effetti era considerato un “ticciano” ma in realtà io trovavo il suo tratto molto personale. Non aveva il senso dell’azione e la tridimensionalità di Ticci, ma aveva un bel bianco e nero e le sue cover della collana Tutto West erano bellissime.</p>
<p>SB: <strong>Si è vero, tanto che giorni fa, sfogliavo uno degli albi di Tex  che esce allegato con Repubblica e facevo notare ai miei collaboratori come il suo tratto, con quel bianco e nero netto, ben si sposava con il colore.</strong></p>
<p>NB: Un artista davvero sottovalutato e dimenticato.</p>
<p>SB: <strong>Ieri è morto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frank_Frazetta">Frank Frazetta</a> e nessuno sa chi sia e parliamo di un gigante dell’illustrazione. Gino D’Antonio è morto da tre anni e nessuno se ne ricorda più. La nostra categoria non lascia impronte così pesanti da essere ricordati.</strong></p>
<p>NB: E’ vero! Pensiamo a che gran genio era <a href="http://www.dylandogofili.com/autori/RinaldoDAmi.htm">Roy D’Ami</a>.</p>
<p>SB: <strong>Rinaldo (Roy) avendo fatto la guerra, volontario in Africa, finì prigioniero degli inglesi ed ebbe la fortuna (nella sfortuna) di leggere e guardare tutti quei comics d’oltreoceano (probabilmente i fumetti gli venivano passati da qualche sorvegliante inglese).Infatti, D’ami  disegnava all’americana perché già conosceva Milton Canif, mentre noi qui in Italia non sapevamo neanche chi fosse. Aveva poi, a differenza di Canif, uno spiccato senso dell’umorismo che riversava nei suoi disegni.</strong></p>
<div id="attachment_690" class="wp-caption alignnone" style="width: 235px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/roy-damy.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="size-medium wp-image-690" title="roy d'amy" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/roy-damy-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Una foto di una tavola originale del SERGENTE YORK, del geniale artista Rinaldo &quot;Roy&quot; D&#39;ami.</p></div>
<p>NB: Recentemente, in una comic convention a Milano, definì la collana <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_west">STORIA DEL WEST </a> di Gino D’Antonio una delle serie più belle da lei pubblicate.</p>
<p>SB: <strong>Non ho dubbi su questo</strong>.</p>
<p>NB: E’ una serie che amo molto anch’io. Poi D’Antonio, tanto per citare un altro grande artista che nessuno oggi ricorda, aveva questa capacità di mischiare realtà e finzione.</p>
<p>SB: <strong>Ho sempre ammirato e invidiato questa sua grande capacità. Poi aveva un equilibrio davvero invidiabile. Mentre, parlando sempre di storia del west, quando <a href="http://www.lfb.it/fff/fumetto/aut/a/albertarelli.htm">Rino Albertarelli</a>  disegnò, su mia richiesta, delle monografie sugli eroi del west (I PROTAGONISTI), ottenne più un risultato scolastico che al lungo tempo un po’ stufava.</strong></p>
<p>NB: Parliamo un po’ di lei. Com’è la sua giornata lavorativa? È cambiata nel tempo?</p>
<p>SB: <strong>Inevitabilmente è cambiata con l’età. Sembra incredibile ma dieci anni fa non era così immerso nel lavoro come oggi. Prima uscivo tutte le sere a cena, mentre al cinema preferisco andarci di pomeriggio perché la sera preferisco stare con gli amici. Poi la mia giornata, da mezzogiorno alle tre era spezzata dal fatto che ero iscritto a un circolo in cui giocavo a tennis, cosa che oggi non faccio più perché rimango spesso in redazione. Vado a colazione con dei ragazzi qui dentro e spesso vengono alcuni nostri disegnatori per parlare un pò di lavoro o per fare quattro chiacchiere. Non vengo mai presto in ufficio la mattina, ma sono sempre uno degli ultimi ad andarmene, poi questo ufficio è organizzato un pò come se fosse una seconda casa.</strong></p>
<p>NB: Che musica ascolta?</p>
<p>SB: <strong>Ascolto molto Jazz, principalmente. Poi ascolto molta musica brasiliana e anche la nostra musica degli anni 70 e 80. Sono scarso in musica classica, non ho mai avuto il coraggio di affrontarla per bene, anche se ho delle opere di Puccini o di Verdi, quatto o cinque in tutto, a cui non rinuncerei mai.</strong></p>
<p>NB: Torniamo ai fumetti. C’è un artista che le sarebbe piaciuto avere nella sua scuderia, anche come semplice guest star, tipo nel TEXONE annuale.</p>
<p>SB: <strong>Più di uno. Quando mi sono ripromesso di proporre ai lettori i migliori artisti internazionali, spesso da quest’ ultimi ho avuto risposte negative. Per esempio quando ho avuto la possibilità di lavorare con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Ortiz_%28fumettista%29">Josè Ortiz</a>, non l’ho avuto nel momento magico, quando avrei voluto ma solo più tardi. Ho dei rimpianti di non aver lavorato con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Giraud">Moebius</a>, lui era molto gentile e mi rispondeva sempre di no, accompagnato da un bel sorriso.</strong></p>
<p>NB: E <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Breccia">Alberto Breccia</a>?</p>
<p>SB: <strong>Con Breccia ci stimavamo molto, ma solo oggi, forse, potrei proporre uno stile come quello di Alberto, inquietante e particolare. Forse avrei potuto lavorare con il figlio <a href="http://redsectorart.com/breccia/index.php">Enrique </a>che già aveva un tratto più vicino al nostro modo di fare fumetti. Poi anche quel belga bravissimo, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hermann_Huppen">Hermann</a>. Abbiamo mangiato non so quante volte insieme ma la sua risposta a una mia proposta di collaborazione è sempre stata negativa.</strong></p>
<div id="attachment_700" class="wp-caption alignnone" style="width: 188px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/foto-con-Alberto-Breccia-Lucca-90.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="size-medium wp-image-700" title="foto-con-Alberto-Breccia,-Lucca-'90" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/foto-con-Alberto-Breccia-Lucca-90-178x300.jpg" alt="" width="178" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il grande Alberto Breccia con un suo giovane fan a Lucca nel 1991</p></div>
<p>NB: C’è qualcosa che si è pentito di aver pubblicato?</p>
<p>SB: <strong>Beh, onestamente ci sono quattro o cinque cose che avrei potuto risparmiare ai miei lettori. Ma alla fine è talmente difficile dire di no all’entusiasmo di uno che ti propone una sua creazione. In questo sono molto suscettibile. Poi in fondo sono sempre curioso e anche da un’esperienza economicamente negativa si può sempre imparare.</strong></p>
<p>NB: Siamo alla fine della conversazione. Lei è ancora al timone di questa grande azienda e non la gestisce come una multinazionale, avendo cura dei suoi dipendenti. Intendiamoci, la Sergio Bonelli è un’azienda che fa degli albi affinché vi siano dei buoni introiti ma fa anche delle mini serie che comunque non credo diano soddisfazioni economiche come Tex o Dylan Dog.</p>
<p>SB: <strong>In effetti, da quel punto di vista non direi proprio.</strong></p>
<p>NB: Cosa la spinge a provare queste nuove soluzioni?</p>
<p>SB: <strong>La curiosità. Sono curioso di mettermi alla prova per vedere se vivendo in questo tempo, riesco ancora a capire la gente che mi circonda. Mi sento molto coinvolto sempre in prima persona. Da qui non esce una pagina che io non abbia visionato almeno tre volte. Non saprei fare diversamente. Voglio essere in grado di difendere quello che faccio e di difendere chi lavora con me. Se di un mio albo si parla male, voglio poter capire se offendermi e intervenire o lasciar perdere e andare avanti. Le giornate passano talmente veloci e quello che la gente ancora non ha capito e quanto sia difficile fare i fumetti. Quindi uno dei miei punti d’onore è quello di far capire che un disegnatore ci mette 2 giorni a fare un’intera pagina.</strong></p>
<p>NB: Delle ultime sue miniserie, quale l’ha emozionata di più? Quale aveva dei temi a lei molto cari?</p>
<p>SB: <strong>Mi è piaciuto molto quella sull’Africa, Volto Nascosto. Sia per l’argomento, di cui nessuno sa niente e poi perché mi piace tantissimo dal punto di vista paesaggistico e dei costumi. E poi, come ti ho detto, sono un appassionato di guerre dell’800 coloniali. Mi è piaciuto all’inizio Demian, perché vi ho ritrovato quell’atmosfera marsigliese degli anni 50 tipica dei film con Jean Gabin, insomma di quando, anni e anni fa, andavo spesso al cinema.</strong></p>
<div id="attachment_691" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/damian.jpg" rel="lightbox[669]"><img class="size-medium wp-image-691" title="damian" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/damian-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a><p class="wp-caption-text">VOLTO NASCOSTO e DEMIAN, due tra le varie miniserie preferite da Sergio Bonelli.</p></div>
<p>NB: La ringrazio per questa piacevole chiacchierata, Sergio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla fine dell’intervista, Sergio Bonelli mi guida in un piccolo giro nella sua casa editrice per farmi vedere tutti i disegni originali della sua collezione. Sul muro della redazione, vi sono tavole originali della golden age americana di artisti del calibro di Canif, Raymond, Gould, Al Capp, ecc.. nonché molte meraviglie del fumetto italiano.</p>
<p>Ringrazio il amico Graziano Frediani che oltre un anno fa convinse Sergio Bonelli a concedermi questa intervista. A un mese dalla sua scomparsa, questo è il mio personale omaggio e ricordo</p>
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		<title>Lo scorrere del tempo nelle foto di Vladimir Perić</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 13:46:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NED</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[Avventure di carta]]></category>
		<category><![CDATA[Elektrika]]></category>
		<category><![CDATA[NED]]></category>
		<category><![CDATA[Vladimir Perić]]></category>

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		<description><![CDATA[Incomincio con un luogo comune: “Nella vita s’incontrano davvero personaggi d’ogni genere”. Possono essere interessanti, noiosi, eccentrici, geniali o completamente negati ma resta il fatto che incontrarli resta pur sempre un’esperienza d’annotare. Qualche giorno fa, sono ritornato a Pančevo, sotto invito del mio amico Aleksandar “Sasa” Zagrof , e precisamente alla Galleria Elektrika, che posso [...]]]></description>
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			<p>Incomincio con un luogo comune: “Nella vita s’incontrano davvero personaggi d’ogni genere”. Possono essere interessanti, noiosi, eccentrici, geniali o completamente negati ma resta il fatto che incontrarli resta pur sempre un’esperienza d’annotare.</p>
<p>Qualche giorno fa, sono ritornato a Pančevo, sotto invito del mio amico<a href="http://www.aleksandarzograf.com/"> Aleksandar “Sasa” Zagrof</a> , e precisamente alla <a href="http://www.myspace.com/elektrikapancevo">Galleria Elektrika</a>, che posso descrivere come una sorta di centro sociale serbo che ospita varie manifestazioni di tipo artistico, culturale e musicale. Il centro era piccolo, ma organizzato e arredato con un’arte del fai da te davvero originale: disegni e foto degli artisti ospitati appesi alle pareti, rappresentavano il perfetto ornamento a quel che si suol dire “pochi mezzi ma idee originali“. La serata è iniziata con un concerto di <a href="http://www.youtube.com/pancevortv#p/u/3/QxMNRkrhGK8">Damir Avdic</a>, un poeta hardcore bosniaco che si esibiva con l’accompagnamento della sola chitarra elettrica dal suono piuttosto coprente. L’artista interpretava le sue canzoni con la rabbia di chi ha subito e vissuto (in un paese come la Bosnia) situazioni che sicuramente rimangono impresse nella memoria. Onestamente, non ho capito granchè delle sue parole, in qunto parlo il serbo in maniera approssimativa, ma ho comprato il suo libro, KUDA SESTRO, che raccoglie le sue poesie e quanto prima lo leggerò per cogliere la rabbia esibita durante il concerto.</p>
<p>La serata è proseguita all’insegna dei fumetti e degli autori di Pančevo. Sasa ne ha parlato con <a href="http://www.youtube.com/pancevortv#p/u/3/QxMNRkrhGK8">Zoran Jović</a>, che ha presentato una raccolta dei fumettisti locali, mentre sullo sfondo passavano le immagini raffiguanti i lavori di ognuno di loro. Ma l’incontro è durato davvero poco per poter esprimere delle opinioni.</p>
<p>Ma il personaggio davvero interessante, per riallacciarmi al luogo comune inizialmente citato, è stato un certo <a href="http://www.youtube.com/pancevortv#p/u/3/QxMNRkrhGK8">Vladimir Perić</a>, serbo residente a <a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.2467497655869.2142400.1505149973&amp;type=1">Zemun</a> (quartiere bellissimo di Belgrado) e collezionista di vecchie foto. Ma non quelle vecchie foto che possono ritrarre il classico personaggio famoso o la solita macchina d’epoca, ma bensì immagini raffiguranti la vita quotidiana serba e della ex Jugoslavia in generale.</p>
<div id="attachment_659" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/ek.jpg" rel="lightbox[658]"><img class="size-medium wp-image-659" title="ek" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/ek-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Vladimir mentre illustra la sua collezione di vecchie foto</p></div>
<p>In oltre 2 ore, Vladimir ha illustrato una minima parte della sua collezione e personalmente è stato come assistere a una piccola lezione di storia balcanica. D’avanti ai miei occhi scorrevano così le immagini di uomini, donne, bambini e intere famiglie raffigurati nella loro vita ordinaria di tutti i giorni: al lavoro nelle fabbriche o nelle campagne, a passeggio per i viali di una <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1505149973#%21/media/set/?set=a.2464265535068.2142304.1505149973&amp;type=1">Belgrado piena di quelle vecchie case dal tetto ricoperto di tegole</a>, nei momenti di riunione familiare o per festeggiare una ricorrenza, nei momenti di svago o intenti a tuffarsi nelle acque del Danubio e così via in una serie d’immagini che segnavano il preciso scorrere del tempo attraverso i piccoli particolari come un vestito, un’automobile, un giocattolo o la stessa stampa della foto.</p>
<p>Ho avuto il piacere di scambiare due parole con Vladimir, mentre eravamo sul pullman di ritorno da Pančevo. La mia curiosità, mi spingeva a chiedergli il perchè di una simile passione, e dove trovava tutto quel materiale così affascinante.<strong> “Raccolgo vecchie foto da circa vent’anni“</strong>, mi dice Vladimir <strong>“ La maggior parte le trovo nei vari mercatini in giro per Belgrado o in qualche altra città&#8230; A volte compro intere scatole piene di vecchie foto, a volte pezzi singoli. Non tutto il materiale è di qualità, ma non oso restaurarlo“</strong>, ci tiene a specificarmi,<strong> “Ogni foto la lascio nel medesimo stato in cui la trovo. Spesso alcuni rom che conosco girano a caccia di foto e mi procurano del bel materiale per la mia collezione“</strong>.  Collezione che ammonta a circa mezzo milione di pezzi che Vladimir cataloga con grande cura e passione di chi sa cogliere in ogni singola foto un piccolo pezzo di storia della nostra cultura e del nostro costume. Quando gli suggerisco di racchiudere i pezzi più belli in un libro, mi risponde che ci sta già lavorando e mentre lo dice, penso a quanto sarà difficile racchiudere una collezione così grande, in quel limitato spazio di pagine. Ma anche così, sono sicuro che sfogliandolo, potrò nuovamente rituffarmi in quel passato in bianco e nero, con la stessa emozione provata qualche sera fa.</p>
<p>Quando ci salutiamo, prendo un taxi per tornare a casa. Durante il tragitto, mi vengono in mente tutte quelle persone che ogni giorno si sbarazzano, con fare liberatorio, di vecchie foto e vecchi oggetti appartenenti al passato, forse inconsapevoli di gettare via un piccolo pezzo di storia. Per fortuna, c&#8217;è ancora chi alla nostra storia da la giusta importanza.</p>
<p>Grazie Vladimir.</p>
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		<title>Incontro con Aleksandar Zograf</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 14:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NED</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[Aleksandar zagrof]]></category>
		<category><![CDATA[Avventure di carta]]></category>

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		<description><![CDATA[Al mio arrivo a Belgrado, una delle cose che volevo maggiormente era conoscere Aleksandar Zograf,  fumettista serbo nato a Pančevo nel 1963 e autore di libri come “Storie”, “Segnali”, (C&#8217;e) vita nei Balcani?, ecc… Ci siamo incontrati lo scorso 29 settembre al  “Salon Stripa” (mostra mercato del fumetto) a Belgrado. Qualche chiacchiera sulla situazione di [...]]]></description>
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			<p>Al mio arrivo a Belgrado, una delle cose che volevo maggiormente era conoscere <a href="http://www.aleksandarzograf.com/">Aleksandar Zograf</a>,  fumettista serbo nato a Pančevo nel 1963 e autore di libri come “Storie”, “Segnali”, (C&#8217;e) vita nei Balcani?, ecc…</p>
<p>Ci siamo incontrati lo scorso 29 settembre al  “<a href="http://www.skc.org.rs/salon-stripa-11.html">Salon Stripa</a>” (mostra mercato del fumetto) a Belgrado. Qualche chiacchiera sulla situazione di fumetti in Serbia,  un occhiata veloce alle ultime pubblicazioni, vari scambi d’opinione sui fumetti in circolazione e la promessa di rivederci a Pančevo.</p>
<p>Ieri, nel primo pomeriggio, giungo nella piccola cittadina a 18 km da Belgrado, dove Alaksandar (Sasa) mi aspetta. E’ un tipo molto simpatico, cordiale e tranquillo. Appena entrato mi omaggia di due suoi disegni originali, più qualche altra pubblicazione. Tra queste, vi è il catalogo della mostra di fumetti “GRRRR!” tenutasi a Pančevo nel 2004 in cui avrei dovuto partecipare anche personalmente, ma per diverse circostanze legate al lavoro non riuscii ad anticipare il m io viaggio in Serbia.</p>
<p>Sasa prepara un buon caffè turco e mi offre una fantastica grappa invecchiata di 10 anni. Mi presenta sua moglie, Gordana, una donna molto simpatica che mi offre un dolce buonissimo, fatto con farina, zucchero e noci. Poi mi fa vedere la sua collezione di tavole originali di artisti dell’ex Jugoslavia, risalenti agli anni 30 e 40, veramente affascinanti. Scopro così  che anche Sasa, come me, ha un debole per i fumetti della golden age. Parlando, mi dice: “Amo molto il fumetto vecchio e autori come <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/George_Herriman">George Herriman</a> (Krazy Kat) e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Winsor_McCay">Winsor McCay</a> (Little Nemo in Slumberland), mi piace il fumetto americano perché credo sia quello che ha le più antiche tradizioni, ma anche il fumetto europeo e italiano”.</p>
<div id="attachment_629" class="wp-caption alignnone" style="width: 235px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/sasa3.jpg" rel="lightbox[625]"><img class="size-medium wp-image-629" title="sasa" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/sasa3-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Sasa nel suo studio.</p></div>
<p>Sasa è molto conosciuto in Italia. Ha pubblicato con Punto Zero, Black Velvet e recentemente con l’editore Fandango Libri, che ha riproposto due suoi libri davvero belli: “<a href="http://www.fandango.it/scheda.php/it/segnali/573">Segnali</a>” e “<a href="http://www.fandango.it/scheda.php/it/storie/83">Storie</a>”. Quest’ultimo, raccoglie le storie brevi che Sasa pubblica sul settimanale Serbo “Vreme” (una rivista che ricorda il Time americano o il nostrano Espresso). Mi sono molto divertito a leggerlo e soprattutto a vedere che Sasa è un estimatore dell’Italia e in particolare della mia regione: la Puglia.</p>
<p>“Bellissima, mi piace tanto, senza nulla togliere agli altri posti ma per me è la vostra  regione più bella”. Controbatto, dicendo che non ha ancora visto il Salento. Sicuramente se ne innamorerà.</p>
<p>Parliamo anche delle bombe NATO cadute a Belgrado nel 1999. Chiedo a Sasa se sono cadute anche nella sua Pančevo. “Altrochè!”, risponde e aprendo la finestra del suo studio, mi fa vedere la zona industriale, al tempo completamente bombardata e oggi ricostruita. “E’ davvero incredibile quello che è successo. Dov’è il senso di bombardare Pančevo, quando l’obiettivo era fermare Milošević che se ne stava da tutt’altra parte?”.</p>
<p>Come non dargli ragione. A Belgrado sono morti oltre 2000 civili in 70 giorni di bombardamento, e circa 80 erano bambini. E tutt’oggi, si continua a morire per la faccenda dell’<a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?13673">uranio impoverito</a> usato dalla NATO durante i bombardamenti nella capitale serba.</p>
<p>Mi fa vedere la sua libreria, bellissima, di quelle che piacciono a me, con le sue pubblicazioni (ne ha fatte davvero tante) e tante belle edizioni di libri a fumetti di generi più svariati. Anche sua moglie Gordana si rende partecipe alle nostre discussioni e mi fa vedere una vecchia edizione della BUR di “Sensa Senso” di <a href="http://http://www.nuages.net/autori.asp?autore=11">Franco Matticchio</a> un nostro bravissimo autore che le piace tanto.</p>
<p>Continuiamo a parlare di fumetti. Parliamo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Magnus">Magnus</a> (possiede un disegno originale di Alan Ford, che mi fa vedere), <a href="http://www.jacovitti.it/jacovitti/public/home.jsp">Jacovitti</a>, di cui mi chiede qualcosa dato che è a conoscenza della mia collaborazione quinquennale con il grande artista, e che Sasa stesso omaggia in una storia  breve contenuta nel libro “Storie”.</p>
<div id="attachment_630" class="wp-caption alignnone" style="width: 206px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/Storie-in-giro-per-lo-spaziotempo-con-Aleksandar-Zograf_large.jpg" rel="lightbox[625]"><img class="size-medium wp-image-630" title="Storie-in-giro-per-lo-spaziotempo-con-Aleksandar-Zograf_large" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/Storie-in-giro-per-lo-spaziotempo-con-Aleksandar-Zograf_large-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Storie, Fandango Libri.</p></div>
<p>E ora, i libri di Sasa verranno pubblicati anche in diversi paesi esteri, a conferma del talento e originalità con cui  è in grado di raccontare storie che si rifanno a vecchie leggende del suo paese, così  come a ricordi legati ai suoi viaggi. Il tutto con un tratto davvero particolare, che definirei un incrocio tra un pittore naif e Robert Crumb.</p>
<p>Sul finire della nostra chiacchierata, parliamo della situazione attuale serba, sia dal punto di vista del fumetto che da quello più sociale. C’è ancora molto da lavorare, ma personalmente, dopo vent’anni d’assenza, ho rivisto una città, Belgrado, bellissima (che non teme confronti con Parigi, Praga o Roma), piena di vita e d’iniziative, di tradizione e di storia, e soprattutto di cultura. Non per niente è la patria di Ivo Andric (scrittore premio nobel nel 1961) e soprattutto di Nikola Tesla, il più grande genio scientifico dopo Leonardo Da Vinci.</p>
<p>Ringrazio Sasa e sua moglie Gordana, per il tempo dedicatomi e per le belle ore trascorse in loro compagnia.</p>
<div id="attachment_632" class="wp-caption alignnone" style="width: 214px"><a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/zograf1.jpg" rel="lightbox[625]"><img class="size-medium wp-image-632 " title="zograf" src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/10/zograf1-204x300.jpg" alt="" width="204" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Tavola di Aleksandar &quot;Sasa&quot; Zograf. Il titolo dice: &quot;Sono felice di essere vivo!&quot;</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.unmondomigliore.net/indexwp.php/?page_id=2">Ned</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>continuano i lavori</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 11:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono a Belgrado :0)]]></description>
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			<p>Sono a Belgrado<br />
<a href="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/09/peperoni-Belgrado-Ortomercato.jpg" rel="lightbox[381]"><img src="http://www.unmondomigliore.net/wp-content/uploads/2011/09/peperoni-Belgrado-Ortomercato-300x220.jpg" alt="" title="file di peperoni - Belgrado, Ortomercato" width="300" height="220" class="alignnone size-medium wp-image-616" /></a></p>
<p>:0)</p>
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		<title>the kiss &#8211; il bacio</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 10:04:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[nedeljko bajalica]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando dite di poter amare una persona tutta la vita, è come se pretendeste che una candela continuerà a bruciare per tutto il tempo che vivrete. A volte accade. Lev Tolstoj, liberamente interpretato copyright©nedeljkobajalica]]></description>
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Quando dite di poter amare una persona tutta la vita, è come se pretendeste che una candela continuerà a bruciare per tutto il tempo che vivrete. A volte accade.<br />
<strong>Lev Tolstoj</strong>, liberamente interpretato<br />
copyright©nedeljkobajalica</p>
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		<title>boarding &#8211; arrembaggio</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 19:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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</a>copyright©nedeljkobajalica</p>
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		<title>horizons &#8211; orizzonti</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 19:05:40 +0000</pubDate>
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